Come lavare i piatti nel lavello

Lavare molto bene i piatti e le stoviglie in cui si mangia è fondamentale.

Se i piatti, le pentole, le posate e tutto quello che utilizziamo per mangiare non è ben pulito non solo è un po’ schifoso ma è, soprattutto, molto poco igienico.

Ma se non si ha la lavastoviglie in casa, come si possono lavare bene tutte le stoviglie? E, soprattutto, lo si può fare senza sprecare molta acqua e senza sporcare tutta la cucina, con gli schizzi dell’acqua che vanno qua e di là?

Si, è assolutamente possibile.

Per prima cosa, devi munirti del rubinetto adatto.

Devi sapere che non tutti i rubinetti sono performanti allo stesso modo, quindi per lavare a dovere le tue stoviglie di consigliamo un rubinetto con doccia estraibile. Visita lo shop online Idroclic, dove potrai scegliere tra tante tipologie di rubinetti a prezzi molto convenienti.

Perché un rubinetto con doccia estraibile e non un altro tipo di rubinetto?

Ovviamente, ognuno può scegliere il rubinetto che preferisce ma i rubinetti con doccia estraibile sono estremamente maneggevoli, permettono qualunque movimento, proprio perché il rubinetto può essere staccato.

Nelle cucine più professionali, infatti, vengono sempre utilizzati i rubinetti con doccia estraibile; se segui molti chef famosi e conosciuti, saprai bene che nella loro cucina o nella cucina dei loro ristoranti o dei ristoranti in cui lavorano, ci sono sempre e solo rubinetti con doccia estraibile.

Ovviamente, gli chef non si dedicano di certo al lavaggio delle stoviglie ma utilizzano questo tipo di rubinetti quando devono lavare del cibo da cucinare, proprio perché i rubinetti con doccia estraibile sono estremamente maneggevoli.

Infatti, quando si utilizza un rubinetto con doccia estraibile si può lavare ed igienizzare, con estrema facilità, sia la frutta che la verdura.

Ma non divaghiamo, ritorniamo al nostro argomento principale; cioè il lavaggio delle stoviglie nel lavello con il rubinetto dotato di doccia estraibile.

Per non sprecare molta acqua bisogna procedere in questo modo: dai piatti, le pentole e le padelle devono essere rimossi tutti i residui di cibo, altrimenti il lavaggio diventa difficile.

Una volta tolto il cibo da piatti e pentole, bisogna riempire il lavello con acqua tiepida ed una goccia di detersivo; all’interno inserire tutte le stoviglie e farle stare in ammollo almeno per un quarto d’ora.

Dopo svuotare il lavello e insaponare ogni singola stoviglia, senza utilizzare troppo detersivo altrimenti per toglierlo via si dovrà utilizzare molta molta acqua.

Quindi, dopo aver pulito tramite spugnetta e sapone le stoviglie, procedere al risciacquo con acqua tiepida, ma senza farne scorrere in eccesso.

Tolto il sapone dalle stoviglie, metterle ad asciugare, ma non utilizzare uno strofinaccio, falle asciugare nello scolapiatti.

Mi raccomando, ogni volta che lavi le stoviglie a mano utilizza i guanti; sia perché è più igienico e sia perché i saponi rovinano la pelle, quindi è meglio proteggere le tue mani.

I mini computer

A causa, o forse grazie, alla pandemia causata dalla diffusione del Corona Virus, o Covid 19, in tutto il mondo si sono ‘scoperti’ i vantaggi dello smart working.

Lo smart working, cioè il lavoro agile, ti permette di svolgere la tua professione anche da casa.

Come? Basta avere un personal computer, magari un mini computer come quelli venduti sullo shop online di Haxteel.eu, ed una connessione internet.

Ovviamente, lo smart working non è possibile per tutti i tipi di professioni ma, solamente, per chi svolge un lavoro d’ufficio utilizzando un personal computer.

Ad esempio, una commessa o un operaio non possono fare smart working, nel loro caso sarebbe impossibile perché la loro professione, per poter essere svolta, necessita della presenza sul luogo di lavoro.

Al contrario, chi lavora in un ufficio come quelli, per esempio, del comune può lavorare anche da casa; però, coloro che, sempre nell’ufficio del comune, lavorano agli sportelli ed hanno un contatto diretto con il pubblico devono necessariamente lavorare in presenza, cioè recandosi sul posto di lavoro.

Lo smart working, quindi, è possibile solo per alcune professioni, non per tutte!

Durante il lock down e anche durante i vari periodi di ‘zona rossa’ in molte regioni d’Italia, anche le scuole sono state chiuse ed è stata fatta Didattica a distanza (cioè la DAD). Ovviamente, anche per poter seguire le lezioni in DAD gli studenti avevano bisogno di una connessione ad internet e di un personal computer, così come i docenti.

Purtroppo, si è scoperto che molte famiglie, in Italia, non hanno ancora una connessione internet a casa e neppure un personal computer.

In Italia, infatti, rispetto a molti altri paesi siamo indietro per quel che riguarda le tecnologie. Ci sono tante persone giovani, dai 15 ai 40 anni, che non sanno utilizzare un personal computer e questo non va affatto bene.

Imparare ad utilizzare un pc è necessario, non solo perché è uno strumento estremamente utile per coloro che studiano, ma è indispensabile saperlo utilizzare anche per chi lavora o è in cerca di lavoro.

Ormai, qualunque tipo di professione prevede l’utilizzo di strumenti informatici, non se ne può fare a meno neppure se si lavora all’interno di un negozio dove i prodotti vengono catalogati tramite l’utilizzo di un gestionale.

Molti pensano che basti saper utilizzare uno smartphone, ma non è assolutamente così.

Probabilmente, in Italia si dovrebbero modificare i programmi di scuola ed inserire delle ore di studio dedicate all’utilizzo del pc, sia per creare dei documenti che per imparare ad utilizzare l’e-mail, il motore di ricerca e tutto ciò che di utile ed importante offre il web.

Nel frattempo, bisogna fare da sé e il miglior modo per farlo è acquistare un mini pc sullo shop online di Haxteel.

Google e le tecnologie sbagliate

Quando si pensa ad un grande colosso quale Google è difficile pensa alle sconfitte e fallimenti. Google è una delle aziende più importanti nel mondo digitale, quando pensiamo all’universo di Internet sembra difficile oggi pensare che possa esistere senza la realtà Google.

Si tratta di un’azienda immensa e di grandissima importanza che negli anni ha affiancato alle sue tante vittorie e successi anche una buona dose di fallimenti. Sono tanti i software e hardware che ha sviluppato e che sono diventati leader nel loro settore di riferimento, ma non tutto ciò che Google ha lanciato sul mercato ha avuto successo molte sono state le sconfitte, tali software e harware sono insallati su pc per visualizzarne alcuni visita il sito www.pcassemblati.eu. Google è sicuramente presente nelle nostre vite attraverso il motore di ricerca, attraverso la sua potente e-mail Gmail, con la sua incontrastata piattaforma video YouTube, e i suoi errori? Forse molti non li ricordano, molti altri neanche li conoscono, allora facciamo un ripasso. 

Ecco una lista di invenzioni fallimentari lanciate da Google:

Google Plus

Google+ è l’esempio lampante che neanche i fondatori di Google sono infallibili, forse potrebbe essere considerato il loro errore più grande, si parla di un prodotto che non ha raggiunto mai completamente il successo e che è stato chiuso definitivamente dopo la scoperta di un errore nel software che ha messo a rischio i dati di 500 mila utenti. Alcuni dati che si riferiscono al 2015 dicono che in un anno solo solo un utente su dieci ha postato qualcosa e condivide e interagisce tramite google Plus. Tutto questo ha fatto sì che questa piattaforma meritasse a pieno titolo l’appellativo di città fantasma. Nato nel 2011 Google ha continuato ad aggiornare “Plus” fino al 2018, eppure già alla fine del 2014 era chiaro già il suo fallimento. Negli anni nel tentativo vano di rianimare questa invenzione si sono succeduti una serie di errori che hanno portato poi nell’ottobre 2018, dopo un problema di privacy, ad annunciato la sua chiusura effettiva avvenuta nell’agosto 2019. 

Google Glass

Google Glass fu presentato al congresso degli sviluppatori di Google nel 2012. Si trattava di un’idea molto futuristica, un paio di occhiali che sembravano venire dal futuri: permettevano di avere tutte le informazioni mobili negli occhiali senza dover toccare il telefono. Il  problema era che si potevano scattare foto e registrare senza che nessuno se ne accorgesse, cosa che ha fatto allarmare tutti quelli preoccupati per la privacy. Inoltre altro problema per la sua diffusione era il suo proibitivo prezzo, si parla di 1.550 dollari. Così nel 2015 tutto è stato annullato, anche se nell’estate del 2018 Google ha lanciato una versione molto simile solo per le aziende, ma con alcune limitazioni.

Google Wave

Lanciata per un piccolo gruppo di utenti alla fine del 2009, permetteva di creare documenti e facilitare il lavoro in squadra.

Google Wave era una piattaforma che aspirava ad essere un social network, una piattaforma di protocollo per la comunicazione pensato per riunire e-mail, messaggistica istantanea e social network.

Anche se l’idea sarebbe potuta essere vincente il suo uso era così confuso che gli utenti l’ abbandonarono presto. La società chiuso definitivamente il servizio alla fine del 2011, facendolo rientrando di diritto nella lista degli errori più noti di Google.

Una curiosità: il nome di questo servizio era ispirato alla serie televisiva ‘Firefly’ dove il nome Wave indica una comunicazione elettronica: una chiamata o anche un messaggio video.

 Nexus Q

Altro errore di Google lanciato nel 2012, si trattava di un riproduttore musicale, a forma sferica, che era collegato a dispositivi Android per inviare film o musica agli altoparlanti o ai televisori. Era quindi compatibile con Google Play Music, YouTube e Google Play Movies ma non era possibile connettersi a Netflix, Spotify o qualsiasi altro servizio. Inoltre, sebbene prodotto negli Stati Uniti, il suo prezzo di vendita era astronomico, ovvero circa 300 dollari, il che lo rendeva eccessivamente costoso per il mercato. La società lo rimosse rapidamente dal mercato, rimanendo solo un’idea.

Decorazioni natalizie idee e novità

Gli addobbi natalizi hanno sempre un certo fascino, e anche se i colori tradizionali, come il rosso e il verde, restano sempre in voga, è possibile alternare e ricorrere a colori stravaganti e fuori dal comune, come ad esempio il viola, il celeste e il fucsia.
Per l’albero di Natale è sempre consigliabile usare un unico colore, per evitare di creare un mix confusionario e poco estetico (in passato si usava invece decorare l’albero con diversi colori, alternando il rosso, il blu, il giallo e così via).
In alternativa ad un albero a tinta unica si possono usare decorazioni di due colori, l’importante che siano perfettamente abbinati tra di loro (ad esempio il bianco e l’argento, il blu e l’oro).

Un Natale decorato in modo stravagante

Per gli amanti degli stili stravaganti è inoltre possibile prendere spunto da tendenze straniere, che quest’anno anche in Italia sono molto in voga, come ad esempio lo stile giapponese e lo stile folk.
Lo stile giapponese, in particolare, comporta l’uso di lanterne e candeline sottili, con catene di strass colorate per impreziosire i mobili in legno scuro; mentre lo stile folk dà luogo ad uno stravagante mix di colori, tessuti e motivi etnici.
Lo stile folk unisce in genere colori brillanti come il rosso, il blu petrolio e il giallo senape; per decorare casa adottando questo stile si possono usare dunque elementi di arredo come candelabri, vasi etnici, tovaglie in stile folk (decorate con vari colori), matriosche e statuine di color senape e blu petrolio.

Un colore natalizio intramontabile: il color oro

Grazie alla sua versatilità, il color oro è facilmente abbinabile a tutti gli stili decorativi, e può essere facilmente accostato a tutti i colori del Natale (anche se l’abbinamento più elegante è rappresentato dal connubio oro e blu, oro e rosso, oro e bianco).
Ma se in passato per decorare gli alberi di Natale venivano usati i capelli d’angelo e i fili decorativi, oggi vanno invece molto in voga i nastri di tessuto, colorati e di velluto.
La stessa cosa vale per le luci dell’albero, se fino agli anni ’90 andavano in voga le luci multicolor, oggi sono maggiormente predilette quelle ad unica tinta, soprattutto se dello stesso colore delle palline e degli altri accessori decorativi natalizi.