I mini computer

A causa, o forse grazie, alla pandemia causata dalla diffusione del Corona Virus, o Covid 19, in tutto il mondo si sono ‘scoperti’ i vantaggi dello smart working.

Lo smart working, cioè il lavoro agile, ti permette di svolgere la tua professione anche da casa.

Come? Basta avere un personal computer, magari un mini computer come quelli venduti sullo shop online di Haxteel.eu, ed una connessione internet.

Ovviamente, lo smart working non è possibile per tutti i tipi di professioni ma, solamente, per chi svolge un lavoro d’ufficio utilizzando un personal computer.

Ad esempio, una commessa o un operaio non possono fare smart working, nel loro caso sarebbe impossibile perché la loro professione, per poter essere svolta, necessita della presenza sul luogo di lavoro.

Al contrario, chi lavora in un ufficio come quelli, per esempio, del comune può lavorare anche da casa; però, coloro che, sempre nell’ufficio del comune, lavorano agli sportelli ed hanno un contatto diretto con il pubblico devono necessariamente lavorare in presenza, cioè recandosi sul posto di lavoro.

Lo smart working, quindi, è possibile solo per alcune professioni, non per tutte!

Durante il lock down e anche durante i vari periodi di ‘zona rossa’ in molte regioni d’Italia, anche le scuole sono state chiuse ed è stata fatta Didattica a distanza (cioè la DAD). Ovviamente, anche per poter seguire le lezioni in DAD gli studenti avevano bisogno di una connessione ad internet e di un personal computer, così come i docenti.

Purtroppo, si è scoperto che molte famiglie, in Italia, non hanno ancora una connessione internet a casa e neppure un personal computer.

In Italia, infatti, rispetto a molti altri paesi siamo indietro per quel che riguarda le tecnologie. Ci sono tante persone giovani, dai 15 ai 40 anni, che non sanno utilizzare un personal computer e questo non va affatto bene.

Imparare ad utilizzare un pc è necessario, non solo perché è uno strumento estremamente utile per coloro che studiano, ma è indispensabile saperlo utilizzare anche per chi lavora o è in cerca di lavoro.

Ormai, qualunque tipo di professione prevede l’utilizzo di strumenti informatici, non se ne può fare a meno neppure se si lavora all’interno di un negozio dove i prodotti vengono catalogati tramite l’utilizzo di un gestionale.

Molti pensano che basti saper utilizzare uno smartphone, ma non è assolutamente così.

Probabilmente, in Italia si dovrebbero modificare i programmi di scuola ed inserire delle ore di studio dedicate all’utilizzo del pc, sia per creare dei documenti che per imparare ad utilizzare l’e-mail, il motore di ricerca e tutto ciò che di utile ed importante offre il web.

Nel frattempo, bisogna fare da sé e il miglior modo per farlo è acquistare un mini pc sullo shop online di Haxteel.

Google e le tecnologie sbagliate

Quando si pensa ad un grande colosso quale Google è difficile pensa alle sconfitte e fallimenti. Google è una delle aziende più importanti nel mondo digitale, quando pensiamo all’universo di Internet sembra difficile oggi pensare che possa esistere senza la realtà Google.

Si tratta di un’azienda immensa e di grandissima importanza che negli anni ha affiancato alle sue tante vittorie e successi anche una buona dose di fallimenti. Sono tanti i software e hardware che ha sviluppato e che sono diventati leader nel loro settore di riferimento, ma non tutto ciò che Google ha lanciato sul mercato ha avuto successo molte sono state le sconfitte, tali software e harware sono insallati su pc per visualizzarne alcuni visita il sito www.pcassemblati.eu. Google è sicuramente presente nelle nostre vite attraverso il motore di ricerca, attraverso la sua potente e-mail Gmail, con la sua incontrastata piattaforma video YouTube, e i suoi errori? Forse molti non li ricordano, molti altri neanche li conoscono, allora facciamo un ripasso. 

Ecco una lista di invenzioni fallimentari lanciate da Google:

Google Plus

Google+ è l’esempio lampante che neanche i fondatori di Google sono infallibili, forse potrebbe essere considerato il loro errore più grande, si parla di un prodotto che non ha raggiunto mai completamente il successo e che è stato chiuso definitivamente dopo la scoperta di un errore nel software che ha messo a rischio i dati di 500 mila utenti. Alcuni dati che si riferiscono al 2015 dicono che in un anno solo solo un utente su dieci ha postato qualcosa e condivide e interagisce tramite google Plus. Tutto questo ha fatto sì che questa piattaforma meritasse a pieno titolo l’appellativo di città fantasma. Nato nel 2011 Google ha continuato ad aggiornare “Plus” fino al 2018, eppure già alla fine del 2014 era chiaro già il suo fallimento. Negli anni nel tentativo vano di rianimare questa invenzione si sono succeduti una serie di errori che hanno portato poi nell’ottobre 2018, dopo un problema di privacy, ad annunciato la sua chiusura effettiva avvenuta nell’agosto 2019. 

Google Glass

Google Glass fu presentato al congresso degli sviluppatori di Google nel 2012. Si trattava di un’idea molto futuristica, un paio di occhiali che sembravano venire dal futuri: permettevano di avere tutte le informazioni mobili negli occhiali senza dover toccare il telefono. Il  problema era che si potevano scattare foto e registrare senza che nessuno se ne accorgesse, cosa che ha fatto allarmare tutti quelli preoccupati per la privacy. Inoltre altro problema per la sua diffusione era il suo proibitivo prezzo, si parla di 1.550 dollari. Così nel 2015 tutto è stato annullato, anche se nell’estate del 2018 Google ha lanciato una versione molto simile solo per le aziende, ma con alcune limitazioni.

Google Wave

Lanciata per un piccolo gruppo di utenti alla fine del 2009, permetteva di creare documenti e facilitare il lavoro in squadra.

Google Wave era una piattaforma che aspirava ad essere un social network, una piattaforma di protocollo per la comunicazione pensato per riunire e-mail, messaggistica istantanea e social network.

Anche se l’idea sarebbe potuta essere vincente il suo uso era così confuso che gli utenti l’ abbandonarono presto. La società chiuso definitivamente il servizio alla fine del 2011, facendolo rientrando di diritto nella lista degli errori più noti di Google.

Una curiosità: il nome di questo servizio era ispirato alla serie televisiva ‘Firefly’ dove il nome Wave indica una comunicazione elettronica: una chiamata o anche un messaggio video.

 Nexus Q

Altro errore di Google lanciato nel 2012, si trattava di un riproduttore musicale, a forma sferica, che era collegato a dispositivi Android per inviare film o musica agli altoparlanti o ai televisori. Era quindi compatibile con Google Play Music, YouTube e Google Play Movies ma non era possibile connettersi a Netflix, Spotify o qualsiasi altro servizio. Inoltre, sebbene prodotto negli Stati Uniti, il suo prezzo di vendita era astronomico, ovvero circa 300 dollari, il che lo rendeva eccessivamente costoso per il mercato. La società lo rimosse rapidamente dal mercato, rimanendo solo un’idea.